Timeline Davon – SPOILER ALERT
Tabella riassuntiva completa a fondo pagina.
Un thriller noir dalle tinte gotiche nell’apocalisse zombie
L’episodio Davon si impone come il capitolo più cupo, misterioso e psicologicamente distorto di Tales of the Walking Dead, abbandonando le grandi metropoli e la natura incontaminata per tessere un racconto claustrofobico basato sull’amnesia, la paranoia e il fanatismo religioso.
La timeline di “Davon”
Sebbene non vengano fornite date esatte sullo schermo, grazie ad una dichiarazione del regista Michael Satrazemis, riusciamo a collocare questo episodio approssimativamente nell’estate/autunno del 2025. Questo lo posiziona temporalmente poco prima della Stagione Due di Dead City, ma chiaramente in una regione geografica completamente diversa e isolata.
Madawaska, Maine
La storia si svolge in una remota cittadina fittizia del Maine, vicino al confine canadese. L’isolamento geografico ha permesso a questa comunità di sopravvivere creando una società neofeudale e iper-religiosa, totalmente distaccata dalle vicende della Virginia o della Georgia.
L’Amnesia e il “Cacciatore di Streghe”
- Il Puzzle Mentale: L’episodio si apre in media res con Davon che si sveglia ferito, con una manetta al polso legata a un vagante, e affetto da una grave amnesia dissociativa. La narrazione procede attraverso flashback frammentati e allucinazioni visive (la testa parlante di Amanda), costringendo lo spettatore a ricostruire il mistero insieme al protagonista.
- Il Capro Espiatorio: Davon viene accusato dalla comunità di aver rapito e ucciso dei bambini, tra cui il piccolo Garen. La reazione della cittadina evoca i famigerati processi alle streghe di Salem: una folla inferocita, mossa da fanatismo e superstizione, che esige un linciaggio pubblico senza alcuna prova oggettiva, pur di trovare un colpevole esterno (Davon è uno straniero nero accolto nella comunità).
Chi è il vero mostro di Madawaska?
Il climax dell’episodio ribalta completamente le accuse. Davon riesce a recuperare la memoria appena in tempo per salvarsi dall’esecuzione (la terrificante “scatola della morte” in cui i condannati vengono lasciati in pasto ai vaganti).
Il vero colpevole dei rapimenti non è lui, ma Amanda, la leader della comunità, assistita dal figlio Arnaud. La donna, ossessionata da una distorta interpretazione della fede e della sopravvivenza, faceva rapire i bambini per “proteggerli” dagli orrori del mondo esterno, nascondendoli in una cantina segreta o uccidendoli quando non poteva fare altrimenti. Davon riesce a liberare i bambini sopravvissuti, ma l’episodio si chiude con una nota amara: ferito e tradito, Davon abbandona la cittadina, lasciando gli abitanti a fare i conti con l’ipocrisia delle loro stesse leggi e con un’orda di vaganti in arrivo.
26 agosto 2025
Davon, un giovane uomo in viaggio per ricongiungersi con la propria famiglia in Canada, resta gravemente ferito durante lo scontro con uno sconosciuto. Viene soccorso da Amanda e Nora, due sorelle che lo accudiscono per sette settimane nella loro casa in una comunità isolata.
Tra i suoi effetti personali una foto di famiglia e una misteriosa scheda di plastica con impressa la scritta PPP (identica a quella che viene ritrovata da Tara sul luogo della sparizione di Heath nell’episodio Giura della settima stagione di TWD).
13 ottobre 2025
Rimessosi dall’incidente, Davon scopre che Amanda sta nascondendo dei ragazzi rapiti nel sotterraneo. Quando durante uno scontro tra i due la donna muore, il giovane viene incolpato dell’omicidio dagli abitanti della piccola comunità.
14 ottobre 2025
Alla fine riuscirà a discolparsi quando scoprirà che il vero responsabile del rapimento e della morte di diversi bambini era in effetti Arnaud, il figlio di Amanda che la donna cercava di proteggere.
PS: le date sono approssimative ma più o meno è successo tutto in quei giorni.
| Giorni trascorsi nell’apocalisse | 5503-5552 |
| Personaggi chiave deceduti | Amanda, Arnaud |